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Regolo di Piegatura

Utilizzando i dati sotto riportati si otterranno i parametri indicativi per la scelta della matrice da utilizzare.Tali dati si riferiscono alle resistenze specifiche dei materiali indicati e sono puramente teorici.

* I calcoli indicati sono da intendersi per pieghe in aria

Muovere il cursore per selezionare una apertura cava differente

  Soluzione Scelta Soluzione Scelta
Apertura Cava (mm) 4 5 6
Bordo interno minimo (mm) 3 3.5 4
Raggio interno (mm) 0.5 0.7 0.8
Forza di piegatura (Ton/m) 4 3 2
  Soluzione Scelta Soluzione Scelta

Piega Schiacciata (Ton/m)

Schiacciata parziale (Ton/m)

Istruzioni per l'uso:

Il regolo di piegatura, anche chiamato tabella delle forze di piega, è uno strumento di grande utilità per chiunque debba realizzare o progettare un pezzo costituito da lamiera piegata su una pressa piegatrice. 

Il regolo viene utilizzato per definire alcuni parametri nella piegatura in aria:

  • larghezza cava della matrice
  • lunghezza del più piccolo bordo piegabile (bordo interno minimo)
  • tonnellaggio necessario al metro
  • raggio interno del pezzo piegato.

Fase 1 – Scelta spessore

Nella prima riga troviamo la casella che indica lo spessore della lamiera, facendo scorrere la tabella solitamente troviamo valori da 0.5 a 25 mm.

Facciamo quindi scorrere il cursore fino a visualizzare lo spessore della lamiera da piegare. Questo dato può essere deciso solo dai progettisti, risulta perciò determinante l’utilizzo di questo strumento per evitare errori e difficoltà per i piegatori.

Fase 2 – Scelta larghezza della matrice

Definito lo spessore, nella seconda riga appaiono cinque valori che indicano l’apertura della cava in millimetri; i valori nella tabella sono quelli maggiormente diffusi in commercio. I cinque valori sono quelli delle matrici che permettono il miglior rapporto tra raggio interno di piega e forza necessaria per ottenere la deformazione del pezzo senza sollecitare eccessivamente lo stesso.

Tra le cinque, la matrice migliore è quella centrale (esempio: nel caso dello spessore 3 mm è quella da 25 mm); a questo punto è necessario valutare quali matrici sono disponibili in produzione e scegliere la matrice disponibile eventualmente modificando la scelta (esempio: nel caso non sia disponibile la matrice con v da 25 mm si può passare alla colonna del v da 20 mm). Consigliamo quindi ai progettisti di informarsi sulle reali disponibilità di utensili in produzione e di inserire la matrice scelta nel cartiglio del disegno.

Fase 3 – Valutazione del bordo interno minimo

Definita la larghezza della matrice, nella riga sotto viene indicato il bordo interno minimo in millimetri, ovvero la misura interna che mi permette di piegare senza rischiare che la lamiera cada all’interno della matrice con conseguente variazione della linea di piega. Il valore indicato (esempio: 16,5 per la cava con larghezza 25 mm) indica il valore minimo perché la lamiera a fine piega, ovvero a 90°, rimanga in appoggio sui due bordi del V della matrice. Il progettista deve quindi considerare che il V scelto impone un bordo interno minimo adeguato ed è consigliato evitare forature e altre lavorazioni nell’area compresa tra l’asse di piega e la fine del bordo interno minimo in entrambe i lati della piega poiché sarebbero deformate dalla piegatura.

Nel caso in cui il profilo avesse una piega con bordo interno minimo insufficiente, ovvero la lamiera abbia un lato piegato di lunghezza interna inferiore al valore indicato sul regolo, è necessario stringere la cava fino al punto di permettere il regolare appoggio della lamiera.

Fase 4 – Valutazione raggio interno

Definito il V della matrice con bordo interno minimo adeguato, nella terza riga visualizzo il raggio interno in mm generato dalla matrice, ad esempio la matrice da 25 mm genera un raggio interno da 3,2 mm. Come noterete, il raggio dipende dalla matrice ed è indipendente dallo spessore piegato, la scelta quindi del V condiziona le dimensioni del pezzo realizzato in termini di raggio e di conseguenza in termini di sviluppo della lamiera. Tramite l’utilizzo del regolo il progettista può quotare correttamente il disegno ed inserire nei software di disegno il raggio reale e calcolare lo sviluppo della lamiera corretto. Esempio: nel caso il disegno imponga un raggio pari a 2 mm l’operatore dovrà piegare in una matrice con V da 16 mm.

Fase 5 – Tonnellaggio necessario

Nell'ultima riga possiamo trovare la forza di piegatura, ovvero il tonnellaggio necessario per piegare un metro di lamiera di Fe420 dello spessore selezionato. Esempio: per piegare un metro di Fe420, spessore 3 mm, nella cava da 25 mm, servono 23 Ton. Nel caso debba piegare 2 metri saranno necessarie 23x2 = 46 Ton.

Quello indicato è anche il tonnellaggio necessario nella piega a fondo matrice. Questo valore scende all’aumentare della larghezza del V della matrice.

Il progettista dovrà valutare se le macchine presenti in produzione riescono a raggiungere la forza necessaria per piegare il pezzo progettato e, nel caso non si riesca, modificare le scelte precedentemente fatte. Inoltre tonnellaggio indicato va confrontato con la portata degli utensili e delle attrezzature da utilizzare nel processo di piega per evitare danni agli strumenti.