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Rolleri sale in cattedra in Bocconi

La Rolleri sale in cattedra in Bocconi

Rolleri, azienda di Vigolzone che produce e vende utensili per presse piegatrici, sale in cattedra all’Università Bocconi di Milano. Per la classe di “International Business and Management”, corso facoltativo aperto a tutti gli studenti triennali dell’Università Bocconi, si è tenuta una sessione di analisi di un caso studio.  Il professor Torben Pedersen, responsabile del corso - insieme alla docente assistente Floriana Mulazzi - ha voluto arricchire l’esperienza di apprendimento con alcuni casi che rappresentassero più tipicamente una realtà economica spesso trascurata dai libri di testo o dai casi studio internazionali presenti in letteratura.

«La classe è composta per metà da studenti Bocconi, e per un’altra metà da studenti in scambio provenienti da tutto il mondo. Io offro loro le mie esperienze con alcuni dei casi che ho seguito come ricercatore o consulente: Lego, Carlsberg, Ecco, Coloplast… si tratta sempre di aziende che, all’alba della loro internazionalizzazione, avevano già dimensioni e fatturati importanti. Voglio offrire agli studenti alcune esperienze che possano dare il valore aggiunto di un’esperienza di studi fatta in Italia. Fare loro capire come piccole e medie imprese possano affrontare, con successo, le stesse sfide di produzione e commercializzazione globali. Rolleri è un caso perfetto in questo senso: un’azienda relativamente giovane, che in 20 anni ha creato un mercato davvero globale scegliendo una strategia di branding del proprio prodotto. Un caso che mi è piaciuto in modo particolare perché si discosta da quelli normalmente presentati agli studenti internazionali quando si parla di imprese italiane. Non è un brand del lusso, non si tratta di un prodotto con caratteristiche “uniche” o “inimitabili”, ma è un prodotto di ottima qualità, commercializzato con tecniche precise e diversificate a seconda dei mercati di sbocco. L’ho trovato ottimo per far capire agli studenti quali siano le componenti fondamentali che possono portare una piccola impresa ad avere successo globalmente, indipendentemente dalle caratteristiche intrinseche del prodotto».

Alessia Cappellini ed Emanuele Grassi, rispettivamente Sales Manager Europe e Area Manager Internazionale hanno presentato la storia della Rolleri SpA sin dalla sua nascita nel 1997, e le sue strategie di internazionalizzazione dalla prima esperienza nel 2001 con la Rolleri Deutschland, fino alle nuove alleanze intercontinentali per sfidare i maggiori competitor sul mercato globale. Un’esperienza che è stata presentata come “soprattutto ricca di errori” che, come succede solo nelle imprese di successo, sono stati tesaurizzati per migliorare progressivamente i risultati.

«Il cosiddetto “trial and error” – spiega Perdersen - ovvero il processo secondo cui per fare qualcosa semplicemente la si prova e si sbaglia per poi riuscire a farla bene, è tipico delle imprese di piccole dimensioni che non hanno a disposizione ingenti somme per le ricerche di mercato, l’esplorazione della concorrenza, il marketing e la comunicazione. La differenza sostanziale, quella che porta al successo invece che al fallimento per intenderci, è la capacità delle aziende di imparare, sistematizzare la conoscenza acquisita da ogni esperienza e reimpiegarla per scopi ed imprese future. Questa capacità, nel caso di Rolleri, è stata accompagnata da un altro requisito fondamentale: una precisa visione sugli obiettivi aziendali, condivisa non solo dalla direzione, ma da tutti gli impiegati. La continuità degli investimenti operati dai soci, che rimarcano una sostanziale fiducia nelle capacità dell’azienda di crescere e fare bene, è riuscita ad oltrepassare non solo la crisi economica, in cui l’azienda non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione, ma anche alla crisi finanziaria. L’ingresso di molti dipendenti nell’azionariato è un’altra caratteristica atipica per le aziende italiane, più diffusa, come prassi, in nordeuropa, e ulteriore indice della fiducia presente in azienda. Ultima caratteristica discriminante: la capacità di investire e quindi cambiare –anche radicalmente- nel momento giusto, ovvero quando tutto sembra essere perfetto così come è. Capacità di strategia, volontà e capacità di perseguire gli obiettivi, sbagliando e imparando, e volontà di cambiamento sono le caratteristiche che non devono spaventare e che deve acquisire una PMI se vuole raggiungere traguardi importanti. Per il settore metalmeccanico infine, bisogna essere consapevoli anche di come non sia possibile vendere lo stesso prodotto a tutti allo stesso modo, così come lo si è “sempre fatto”. E’ un mercato, questo, come brillantemente illustrato da Cappellini e Grassi con episodi anche esilaranti e di sicura riflessione, che richiede una fortissima capacità di adattamento: alla cultura, alla mentalità locali spesso prima ancora che alle caratteristiche tecniche del prodotto».

Preciso ed importante è stato il ruolo del distretto produttivo piacentino per questa storia di successo aziendale. Il know how, la capacità di “saper fare”, la conoscenza diffusa e insita all’interno del tessuto imprenditoriale locale, permette ad aziende come Rolleri ed altre di poter accedere a semilavorati di grande qualità a prezzi più che competitivi rispetto al mercato internazionale. Trovarsi all’interno del principale polo logistico italiano ha inoltre spinto le potenzialità commerciali dell’azienda fino a poter considerare l’intera Europa come “mercato domestico”, accentrando tutta la produzione e la vendita a Vigolzone, con evidenti benefici in termini di occupazione diretta e indotta.